Comunicazione sui social e virus (considerazioni)

Comunicazione sui social e virus (considerazioni)

Quando eventi importanti, radicali, insoliti, capitano nelle nostre vite, ai tempi dei social in molti si scatenano nel condividere post, di riflesso.
Non dico che ci sia nulla di male in questo, siamo tutti o quasi “social” ormai, anche se ognuno a modo suo. E ci ritroviamo bombardati, oltre che dai media tradizionali, anche sul web, …di tutto e di più. Tra i vari stili di pubblicazione di post, ne ho individuati alcuni capitati più di frequente in questi tempi. Li scrivo, come semplice riflessione e analisi.
Ci sono vari tipi di approcci alle notizie che si susseguono di giorno in giorno. Ci sono persone che tipicamente seguono un singolo approccio, e altre che alternano più di uno o li mescolano. Ad esempio:

IRONIA
Che sia farina del proprio sacco o che venga da frasi/immagini trovate sul web e condivise

POLEMICA
Ognuno dalla propria prospettiva tipicamente. Anche qui talvolta si condividono post esistenti.

RIFLESSIONE
Il social diventa un momento di condivisione o di specchio di un proprio sentire, o dei propri ragionamenti (come ad esempio, in un certo qual modo, potrebbero essere queste righe).

COMUNICAZIONE DI UN DISAGIO
Talvolta in modo vittimistico, altre volte semplicemente a cuore aperto.

MESSAGGI POSITIVI
Dei tipi più disparati. Essendo positivi, per quanto mi riguarda, va sempre bene. Spesso è genuino e “arriva” dando benessere, talvolta invece magari sembra fatto per rispondere più alla necessità di chi lo fa che di chi lo riceve. Ma se l’intento è buono, come io penso sia sempre, lo apprezzo.

POLITICI/TEORIE/STRUMENTALIZZAZIONI
Parlo sempre di messaggi in buona fede con intento positivo/informativo. Ci sono tante visioni su quello che stiamo vivendo. Ognuno con la sua sensibilità può informarsi un po’ di più o aver già le proprie idee e ritenerle non variabili. Io comunque apprezzo chi cerca, indaga e non impone.

(ecc…questi erano solo alcuni esempi.)
Poi ci sono gli stra-benvenuti messaggi informativi e quelli di aiuto, oltre che quelli divulgativi, di aziende, artistici, o di trainer sportivi e quant’altro, tutti alle prese con un doversi arrangiare in qualche modo, e il fatto di voler mantenere una cosa stupenda: la connessione tra persone. Di tanto in tanto cito l’autore Atkinson che, in “La luce sul sentiero” libro di taglio spirituale, molto profondo, sostiene che davvero “ognuno fa del suo meglio, indipendentemente dalle apparenze” e non possiamo sapere come agiremmo nei panni degli altri, non avendo vissuto le loro esperienze, nelle loro situazioni di vita e con la loro cultura. Pongo l’accento su un dettaglio importante, col quale concludo: ciò che scriviamo potrebbe rispecchiare in qualche modo (se non ne siamo consapevoli), alcuni nostri schemi di pensiero automatici, e che però una volta condivisi diventano pubblici (!) …per cui attenzione 😉

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